
Sorto verso il 1000 come baluardo contro le invasioni barbariche, il castello, protagonista nel corso dei secoli di vicende militari, azioni diplomatiche, intrighi misteriosi ed oscuri, venne costruito intorno ad una torre di guardia posta a protezione e difesa di un’importante via di comunicazione tra la Liguria e pianura padana.
Nel corso degli anni la fortezza diviene base e rifugio di sbandati dediti al brigantaggio che attaccano, depredandoli, gruppi di mercanti o viandanti solitari che transitavano tra le contrade creando seri problemi e danneggiando il commercio tra Genova, il Piemonte e la Lombardia.
A seguito di queste ripetute incursioni, la comune genovese invia un gran numero di soldati per cercare di snidare i briganti senza tuttavia riuscire nell’impresa.
Nel 1560 Ferdinando I eleva Tassarolo a contea con diritto a battere moneta.
All’edificio si aggiunge un fabbricato di mole possente, ai piedi del loggiato cinquecentesco, che è ancora oggi denominato “La Zecca”, dove si presume venissero coniate le monete spinoline che troviamo presenti ancora nel 1678.
Nella seconda metà del sedicesimo secolo il castello viene trasformato in residenza signorile estiva dei feudatari.
Le torri vengono appianate e collegate dai piani nobili con ampi saloni.
Glia ampi sotterranei, atti ad ospitare la popolazione in tempi di assedio, sono stati trasformati all’inizio del Novecento in moderne cantine con grandi botti di legno oggi non più utilizzate.
Nelle cortine del lato est viene creato un loggiato dalle forme rinascimentali, mentre nel cortile interno un profondo pozzo assicurava l’approvvigionamento idrico duranta prolungati assedi o in periodi di siccità.
Ancora ben conservata è l’antica neveria dove anticamente e fino agli anni venti, nel periodo invernale veniva stipata una grande quantità di neve e ghiaccio da utilizzare in estate.
Sulla facciata, sovrastanti il portone d’ingresso, sono visibili i segni della’atico ponte levatoio, mentre in posizione strategiche, si possono notare le feritoie di difesa a forma di bocche di lupo.