Tassarolo è il borgo che l'Imperatore del Sacro Romano Impero, Ferdinando I, nel 1560 eleva a contea con diritto di zecca, creando primo conte Marcantonio Spinola. Lo stesso imperatore delega, nel 1621, il principe Landi dei Val di Taro a compilare un censimento "delle forme e qualità dei Feudi imperiali" esistenti in Italia.

Durante le guerre del Monferrato, nel 1625, Tassarolo viene duramente occupato, come i paesi vicini, dalle truppe francesi. Nel maggio del 1630 giunge a Tassarolo il Cardinale Diectristein e prende alloggio al castello ove accoglie la sorella di Filippo IV di Spagna.
In una relazione fatta compilare dall'Imperatore Ferdinando III nel 1656, Tassarolo risulta infeudato al conte Filippo Spinola, "lontano 5 miglia da Serravalle tra Novi e Gavi, vi è un bello e forte Castello, non ha dipendenti, et vi sono circa 80 fuochi (famiglie)". Il conte è pure citato come Commmissario di Sanità per la città di Gavi e del quale se ne elogia il valore per la cura avuta nella sorveglianza di quel luogo durante la pestilenza negli anni 1656 e 1657. Successivamente, nel 1689, l'Imperatore Leopoldo I confermava ad Agostino Spinola il diritto di primogenitura con privilegio di battere moneta.
Esite ancora oggi, come dipendenza del castello, un grande fabbricato chiamato "La zecca" dove presumibilmente venivano coniate le monete spinoline chiamate luigini.

Nel 1736, entrò poi a far parte degli stati dei Savoia, pur rimanendo infeudato alla famiglia Spinola, i cui discendenti ancor oggi, mantengono il possesso del castello. Fu re Vittorio Amedeo II, che nel 1761 fece pubblicare gli Statuti da copia originale del 1536 già esistente presso il "Podestà di Tassarolo Gio Andrea Nappi" e tradotti in lingua volgare, caso eccezionale, perchè tutti potessero essere edotti dei loro doveri e diritti senza ombra di dubbio.
Durante la battaglia di Novi, del 15 agosto 1799, la brigata Grandjean, dell'esercito francese, componente la divisione Grouchy, agli ordini del generale Pérignon, dopo la disfatta subita dalle truppe napoleoniche sulle alture di Pasturana, fu l'unica che, puntando su Tassarolo, vi trovò rifugio e ristoro, potendo raggiungere Gavi al completo riuscendo in tal modo a salvarsi. Durante la battaglia di Marengo, il maniero diede ospitalità al generale Espinasse e alle sue truppe. Il portone d'ingresso al castello, rivestito di lamiera, conserva ancor oggi i fori delle pallottole di quelle battaglie.

Con Regio Decreto del 10 novembre 1818 e successive Regie Patenti del 14 dicembre 1818,Novi assume il rango di provincia facente parte della Divisione di Genova e Tassarolo viene aggregato alla nuova provincia ed addegnato al mandamento di Castelletto d'Orba. La Legge Rattazzi del 23 ottobre 1859 scorpora la provincia di Novi dalla Liguria e la aggrega al Piemonte come capoluogo di circondario della provincia di Alessandria. Con il nuovo assetto territoriale Tassarolo passa dunque a far parte dell'attuale provincia.